Giomi: “Rinvio giusto, ascoltata l’atletica”

24 Marzo 2020

Il presidente della FIDAL sullo spostamento dei Giochi al 2021: “La lettera di Coe ha rimosso gli ostacoli”. Il DT azzurro La Torre: “Sarà un’Olimpiade simbolo dell’umanità che torna a vivere”


 

Il rinvio dei Giochi Olimpici al prossimo anno (in data ancora da definire, ma comunque entro l’estate) è la conseguenza inevitabile dell’emergenza che il mondo intero sta vivendo in questi giorni. “Non poteva che andare così – le parole del presidente federale, Alfio Giomi – e lo dico da cittadino, prima ancora che da dirigente sportivo. Ciò che stiamo vivendo va al di là dello sport, è una questione che tocca profondamente la vita ed i sentimenti di ognuno di noi, in tutti i paesi del mondo. Ben venga lo spostamento: consentirà agli atleti di superare questo periodo difficile e di prepararsi nel modo che un evento come i Giochi merita”. La chiave della rapida evoluzione della questione, secondo Giomi, sta anche nel ruolo assunto dall’atletica a livello mondiale: “La lettera di Sebastian Coe al CIO, oltre a richiedere il rinvio dei Giochi, ha abbattuto uno degli ostacoli in piedi fino a quel momento, ovvero la possibile sovrapposizione con i Mondiali di Eugene. Nel momento in cui World Athletics ha aperto la strada allo spostamento della rassegna iridata, è venuto meno un possibile impedimento. Ed in meno di 24 ore, si è arrivati alla definizione. Ma ci tengo a dire anche un’altra cosa: il rinvio dei Giochi avvierà una reazione a catena nello spostamento di eventi all’interno del 2020, e consentirà alla fine dei conti di liberare uno spazio temporale vasto, utile agli atleti, di ogni livello, per riprendere l’attività. Venerdì, in Consiglio federale, potremo avviare una prima riscrittura del calendario che tenga conto delle esigenze di tutto il nostro movimento, dalle categorie promozionali fino al vertice”.

Sulla stessa lunghezza d’onda del presidente, il Direttore tecnico Antonio La Torre: “Credo sia la decisione più corretta. Avevamo sollecitato anche noi una risposta al comitato olimpico, perché non si possono tenere gli atleti per tutto questo tempo nell’incertezza. Tutta l’umanità, senza divisioni di Paesi, deve affrontare questo terribile virus che sta portando distruzione e morte. Facciamo sì che il 2021 sia l’anno in cui l’umanità torna a vivere, torna a produrre, a fare la propria vita normale e a tifare per gli atleti olimpici e per lo spettacolo delle loro performance. Le Olimpiadi devono essere una festa di amicizia, di salute, di comunità tra le genti del mondo, e non l’ulteriore propagazione di questo virus, come rischiava di essere quest’anno Tokyo. Sono contento di questa decisione, stiamo già pensando a Tokyo 2021”.

Marco Sicari

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