Un anno senza Oliviero

15 Maggio 2018

Dodici mesi fa la scomparsa del giornalista e scrittore. Ieri sera a Roma, un evento teatrale per ricordarlo


 

Un anno senza Oliviero Beha. Sono passati poco più di dodici mesi, dalla scomparsa del giornalista e scrittore, avvenuta il 13 maggio 2017. Ieri sera, a Roma, al Teatro Ghione, una affollata serata-evento per ricordarne la figura, con un susseguirsi di interventi da parte di amici e colleghi, e la partecipazione di protagonisti del mondo del giornalismo e dello spettacolo. Tra loro anche coloro che ne hanno ricordato le esperienze giovanili da atleta, mezzofondista da meno di quattro minuti nei 1500 metri, durante gli anni al liceo “Orazio”. “L’atletica era spesso presente nei suoi pensieri – il ricordo di Adorno Corradini, ex ottocentista azzurro e poi per quattro anni autore e inviato, al fianco di Beha, nella trasmissione di Rai 3 “Brontolo” – e c’è anche un episodio divertente che ne testimonia questa vocazione: nel 1979, Beha era tra i giornalisti al seguito della squadra azzurra a Città del Messico, l’edizione dei record di Pietro Mennea. Un giorno, disse a tutti: “Guardate che io avrò smesso da tanto tempo, ma riesco a correre ancora un 300 in meno di 45 secondi…”. La sfida fu naturalmente accettata e, con un paio di scarpe chiodate prestate per l’occasione, e il Prof. Carlo Vittori a fare da cronometrista d’eccezione, chiuse il suo 300 in 42.7”.

Augusto Battaglia, compagno di classe al Liceo Orazio prima, e di squadra al Cus Roma poi (da quattrocentista a ostacoli), ne ha ricordato gli inizi: “Fu un insegnante d’educazione fisica speciale, a cambiarci la vita: un giovane Elio Sicari (ottocentista azzurro del Cus Roma nella seconda metà degli anni sessanta, ndr) che si presentò a farci lezione con una meravigliosa tuta della Nazionale, la scritta Italia sul petto: come potevamo evitare di seguirlo su un campo d’atletica?”. Successivamente, Oliviero fu preso sotto l’ala protettrice di Renato Funiciello, che ne sviluppò, con Oscar Barletta, il talento sportivo sui campi d’atletica della Capitale. Ma presto, divenne chiaro a tutti che di talenti, Beha, ne avesse anche (soprattutto) altri. Giornalista, scrittore, saggista, autore teatrale, in un elenco sorprendente, e che certamente ha vissuto nell’esperienza radio-televisiva il culmine in termini di popolarità. Tanta gente, in sala, insieme alla famiglia e la moglie Rosalia: Antonio Di Bella, Paolo Ruffini, Andrea Purgatori, Roberto Chiodi (con cui scrisse a quattro mani il libro sulla controversa questione del match Italia-Camerun del 1982), il presidente FIDAL Alfio Giomi; per il mondo dello spettacolo, tra gli altri, Leo Gullotta, Carlo Vanzina, Ninetto Davoli. Uniti nel ricordo di Oliviero.



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