Giorgis: ‘’Sogno gli Europei di Roma 2024’’

13 Novembre 2020

Con il campione italiano junior del martello parte la scoperta dei talenti umbri

di Umbria


 

L’intervista a Gregorio Giorgis (Atl. Libertas Città di Castello), campione italiano juniores di lancio del martello nonché primatista regionale juniores della specialità, rappresenta l’inizio di una rubrica del nostro sito in cui andremo a conoscere i protagonisti dell’atletica umbra.

- Ciao Gregorio, hai appena completato una stagione superba coronata con il tricolore juniores. Come stai ora? Ti stai allenando?

- Si, ovviamente sto continuando ad allenarmi, per preparare la nuova stagione alle porte. Essendo in fase di preparazione, che ritengo essere il periodo più duro della stagione, la mia forma fisica non è al massimo, però ciò mi permetterà di raggiungere il picco della forma nei periodi importanti della prossima stagione.

- Quali sono gli aspetti della preparazione invernale su cui ti piace concentrarti?

- L'aspetto che in questo periodo cerco di votare di più è il perfezionamento della tecnica di lancio e della forza. Sto anche cercando di curare la mobilità e l’alimentazione per poter fare un salto di qualità.

- È stata una stagione fantastica ma anche difficile, come ti sei preparato durante il lockdown?

- Durante il periodo di lockdown non mi sono fermato, ho continuato ad allenarmi in casa come meglio potevo. La mia società (Atl.

Libertas Città di Castello ndr), mi ha aiutato in questo, fornendomi l'attrezzatura essenziale per praticare palestra pur essendo in casa e tenendomi motivato nonostante non potessi lanciare.

- Il titolo italiano è stato sicuramente il momento clou della tua stagione, raccontaci un aneddoto di quella giornata.

- Il momento clou è stato l’ultimo lancio quando ho realizzato che finalmente ero diventato Campione Italiano, un’emozione unica che per qualche minuto mi ha lasciato senza parole!

- Come definiresti il tuo rapporto con l’allenatore Lorenzo Campanelli? Quanto ha influito nella tua carriera?

- Con lui non ho solo un semplice rapporto tra atleta e allenatore, c’è anche un rapporto confidenziale, di amicizia, ho piena stima e rispetto, per lui, sia come persona che come allenatore.
La sua presenza ed esperienza ha influito molto, e mi ha aiutato nei momenti difficili e continua a farlo tutt’ora.

- Come ti sei avvicinato a questo sport?

- Mi sono avvicinato a questo mondo all'età di 12 anni per il semplice motivo che mio fratello maggiore già  lo praticava.
Inizialmente cominciai ad allenarmi nell'ambito della velocità, in seguito l'allenatore che al tempo mi seguiva mi dette il buon consiglio di provare a lanciare, e da li la svolta. Non fu più un banale passatempo ma iniziai ad appassionarmi.

- Quali obiettivi per il 2021?

- I miei obiettivi sono quelli di migliore il mio personale e gli Europei ed i Mondiali di categoria, per i quali ho già realizzato il minimo per partecipare, sperando che non vengano rinviati di nuovo.

- Hai un sogno nel cassetto “atleticamente “ parlando?

- Si, gli europei 2024 a Roma. Sarebbe un sogno fare questo Europeo in casa, per me sarebbe una grandissima soddisfazione.

- Fuori dalla pedana quali passioni hai?
- Cerco e mi piace concentrarmi il più possibile nell'atletica, che è anche la mia grande passione! Ho degli hobby, uno dei quali è  la pesca e l’altro è andare in bicicletta con gli amici.

- Nel salutarti e ringraziarti per l’intervista ti chiediamo di lasciare una parola per tutti coloro che si vogliono avvicinare al mondo dei lanci.

- E’ uno sport che ti mette a dura prova ma riesce a restituirti tantissime soddisfazioni, ne vale la pena! Tutti lo dovrebbero provare almeno una volta.

di Francesco Giovannini



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