La forza di Ceban: ''Il massimo nelle gare top''

10 Marzo 2021

L'astista, medagliato anche alle indoor, si racconta. "Ma la soddisfazione più grande è vedere i ragazzi crescere"

di Umbria


 

Dopo la pausa per la stagione indoor riprende la nostra rubrica dedicata alle eccellenze umbre. È il turno di Eugeniu Ceban (Atl.Libertas Orvieto), assoluto protagonista della stagione indoor con il bronzo ai Campionati Italiani Assoluti Indoor. Per lui anche diverse altre medaglie nazionali ed una carriera da tecnico.

- Ciao Eugeniu! Hai appena conquistato un’altra grande medaglia ed hai migliorato il record regionale , raccontaci la gara.

- Ciao, si un'altra medaglia. Sono arrivato alla gara più impreparato che mai, in quanto ho avuto difficoltà a saltare costantemente per colpa del mal tempo, freddo e zone rosse. Quindi sono andato alla gara pensando a divertirmi e a saltare bene, e a concentrarmi sulla tecnica. E questo atteggiamento ha portato i suoi frutti.

- Nelle occasioni importanti tiri sempre fuori il meglio di te. Qual’è il segreto?

- Nelle gare importanti tiro fuori sempre il meglio di me perché preparo moltissimo la mente. Per me comunque, i campionati italiani sono la gara più importante della stagione, quindi ci devo arrivare preparato su tutti i punti di vista. Sia dal punto di vista mentale, tecnico e fisico. Dal punto di vista tecnico ci pensa il mio coach Giacomo Befani, dal punto di vista condizionale, Alessio Stocchetti, e a me non rimane che la testa.

Per esempio, il giorno della gara, per tutto il viaggio ho pensato a come poteva andare, cosa dovevo fare, cosa non dovevo fare ecc.

- Quali sono gli obiettivi per la stagione outdoor?

- Per la stagione outdoor gli obiettivi sono confermare la misura attuale, aggiungendo qualche centimetro ovviamente

Come ti sei avvicinato al salto con l’asta?

- Grazie a Vincenzo Monetini, un tecnico appassionatissimo di atletica che mi fece provare questa specialità a 14 anni, e da allora nulla mi ha più fermato

Non sei solo un grande atleta, ma anche un ottimo tecnico. Quale dei due ruoli preferisci? Quale dei due è più semplice?

- Se sono un grande tecnico questo non lo so, sinceramente non credo esserlo. Cerco solo di far capire ai ragazzi che senza impegno e sacrifici certi risultati non arrivano. E se all'impegno e al sacrificio si aggiunge la passione, i risultati non possono che arrivare. Sicuramente essere atleta è più semplice, e soprattutto meno "stressante", anche se è brutto come termine. Però sicuramente vedere i ragazzi migliorare vale più dei miei 5.17 . Vedere il loro sorriso o la loro gioia dopo un pb è un emozione indescrivibile.

- Per i tuoi atleti sei sicuramente un esempio, riesci a trasmettergli la tua mentalità?

- Trasmettere la mia mentalità è sicuramente uno dei miei obiettivi primari. Cerco sempre di trasmettergli sicurezza, di essere un punto di riferimento. Alla loro età non conta il risultato, ma come vivono il risultato, come vivono la gara.

Se arrivano in pedana sereni e consci di loro stessi, ecco che arriva anche la misura. Se arrivano spaventati, è chiaro che la misura non arriverà, anzi. Cerco di insegnargli proprio questo. La parte tecnica è solo la ciliegina finale

- Il salto con l’asta ad un livello semi-professionistico come il tuo richiede molto impegno, come lo è anche l’attività da tecnico. Come riesci a conciliare le due attività? 

- Fare atletica leggera a livello semi professionista, essere tecnico e soprattutto lavorare non è affatto semplice. Anche perché oltre ad esser tecnico allo stadio, sono un personal trainer, e sono anche uno studente (a luglio prendo la laurea magistrale in scienze motorie). Quindi trovare tempo per tutto ciò non è facile, ma se c'è la motivazione, nessun ostacolo ti può fermare.

- Riprendiamo una domanda fatta alla tua “collega di disciplina “ Alessandra Lazzari. Credi che queste super performance sulle pedane dell’asta possano portare ad una maggiore diffusione della disciplina?

- Sicuramente il gruppo asta umbro sta crescendo e sta portando buonissimi risultati nonostante e ciò crea maggiore attenzione su questa disciplina. Un piccolo esempio: a Città di Castello più di un giovane ha iniziato a praticare questa disciplina, non penso sia un caso.

- Grazie dell’intervista Eugeniu! Potresti lasciare un messaggio ai giovani che si vogliono avvicinare al salto con l’asta e all’attività di tecnico?

- Se sei un abile saltatore, se sei veloce, se non hai paure delle vertigini il salto con l'asta è da provare. Io sono dell'idea che prima di essere tecnico, bisogna essere stati atleti. Anche perchè certe sensazioni, certe emozioni, se non le hai provate, non le puoi poi spiegare ai ragazzi. Ciao e grazie a voi!

di Francesco Giovannini


L'astista di Orvieto in gara a Rieti


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