Piemonte culla dell'Atletica Leggera (3a parte)

02 Aprile 2020

Terzo capitolo della storia dell'atletica piemonte: L'altra Metà del Cielo.




 

La novità assoluta fu nel 1922 la fondazione della Federazione Italiana Atletica Femminile che confluirà nella FIDAL cinque anni dopo.

Non fu un inizio facile, un parroco arrivò a minacciare di scomunica chi avesse osato assistere a un triangolare femminile tra Venchi Unica, Ginnastica Torino e SIP.

Margherita Scolari della Società Ginnastica Torino, classe 1912,  all’esordio nel ’28  si aggiudicò i 60  e i 100, era stata selezionata per le Olimpiadi di Amsterdam, ma il padre le impedì di andare da sola e due anni dopo il fidanzato geloso la obbligò a ritirarsi.

Comunque sia nel 1923 si tennero i primi Campionati ad opera della FIAF, grande protagonista fu la torinese Andreina Sacco della Società Ginnastica specialista del salto in alto con due titoli, ma anche uno nel salto in lungo e nel getto del peso.

I Campionati ufficiali FIDAL si tennero a Bologna nel 1927.

La

Società Ginnastica Torino ebbe i primi titoli italiani con Ellen Capozzi negli 80 hs nel ’29, con Giovanna Viarengo salto in lungo nel ’30 e  60, 80 e 100 metri piani nel ’31, quattro maglie azzurre, Alberta Davicini nel ’37 i 60, fu convocata in Nazionale, ma la stella fu Lidia Bongiovanni, un titolo nell’alto nel ’31 e sette maglie azzurre tra cui le Olimpiadi di Berlino del ‘36.

A quelle Olimpiadi con la maglia della Venchi Unica partecipò anche una giovanissima Gabre Gabric, che l’anno dopo si trasferì a Milano diventando una delle migliori discobole italiane, soprattutto da Master.

Quattro titoli anche per la DAS Torino, i 60 con Teresita Robecchi nel ’35 e Viviana Di Maio nel ’36, i 200 con Gina Varetto nel ’36, due volte azzurra, e l’alto con Maria Pia Mortarino nel ’35.

La  SIP Torino ebbe la sua stella con Elda Franco, otto maglie azzurre e cinque titoli italiani, tre negli 80 hs, uno nell’alto e uno nel lungo e otto presenze in Nazionale; un titolo negli 800 per le compagne Brunilde Leone e Aralda Zucchetti.

Dopo la guerra Ester Palmesino vestì 18 volte la maglia azzurra e vinse quattro titoli italiani nell’alto. Un titolo nel giavellotto e due maglie azzurre per la cuneese Caterina Milanesio (Pettinatura Biella).

La società dominatrice fu però la Venchi Unica, le ragazze in maglia verde fecero incetta di titoli e maglie azzurre  dal ’34 al ’47 nonostante gli anni della guerra, come Società quattro scudetti e sette della staffetta 4 x 100.

Tre le stelle di prima grandezza: Ada Turci 33 maglie azzurre con 12 volte capitana, una Olimpiade, Helsinki 1952, sette titoli più uno non riconosciuto del’45 nel giavellotto; Amelia Piccinini 28 volte azzurra, argento alle Olimpiadi di Londra, 12 titoli nel peso, quattro nel lungo e quattro nel pentathlon; Edera Cordiale Gentile 24 maglie azzurre, argento alle Olimpiadi di Londra, nove titoli nel disco.

Con 18 presenze azzurre Claudia Testoni,  quarta alle Olimpiadi di Berlino, cinque titoli negli 80 hs e due nei 100 e nel lungo; con 12  Piera Borsani, due titoli nel giavellotto, uno nel disco, uno nel pentathlon; con 11 Fernanda Bullano due titoli nei 100 e uno nei 200; con nove Bruna Bertolini, quattro titoli nel peso e due nel disco; con sette Leandrina Bulzacchini, cinque titoli negli 800;  Livia Michiels, un titolo nei 200 e Italia Lucchini, due titoli nei 100; con sei Anna Maria Cantù, due titoli nei 200; con tre Rossana Argenta, un titolo negli 80 hs; con due Tina Migliasso, un titolo nell’alto; Serafina Guidi, un titolo nel disco e  Caterina Gallo, un titolo nell’alto; una Cleofe Balbo, un titolo negli 800.


CLaudia Testoni (in prima corsia - 4a 80 hs Olimpiadi Berlino 1936)


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